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The silverf surfer
Posted by Larry on apr 29, 2013

Surgeon Simulator 2013

ss d47d4762d04dc5bd1554d09005a0e0ba01e4b90c1920x1080 jpg 100x55 crop upscale q85 Surgeon Simulator 2013
Può il sistema di controllo più assurdo degli ultimi anni essere anche uno dei più divertenti? Scopriamolo mentre affettiamo un cervello

Quanto è difficile il lavoro del chirurgo? Ogni giorno, tra un caffè e un tramezzino, ti tocca aprire e richiudere qualcuno per cercare di salvargli la vita, facendo un’attenzione certosina a ogni movimento. Insomma, sei sempre lì che combatti contro la morte, con addosso una grandissima responsabilità. Sarà per questo che anche i profani, come noi, non possono che ammirare chi è capace di mantenere i nervi saldi in situazioni così estreme.
Se dovessimo giudicare Surgeon Simulator 2013 dalla pretesa insita nel suo titolo, ossia quella di essere un simulatore, lo stroncheremmo senza troppa pietà. Ma basta avviarlo per capire che qui ci troviamo di fronte a ben altro e che quel “Simulator” è solo un tassello dell’ironia che permea l’opera di Bossa, nata da un vecchio contest e diventata infine un gioco completo a sé stante.
Il concept che lo regola è molto semplice e vede come protagonista un chirurgo che deve eseguire alcuni interventi. Sullo schermo è visualizzato il tavolo operatorio, con sopra un paziente già preparato per l’operazione, alcuni strumenti chirurgici, come bisturi, una sega e così via, e la mano del chirurgo, che è anche l’interfaccia con cui interagire con i vari elementi, compresi i menù delle opzioni.
Vi confessiamo che i primi momenti in compagnia di Surgeon Simulator 2013 sono stati davvero spiazzanti, in un certo senso atroci, vista l’estrema difficoltà del sistema di controllo, che solo un ninja può riuscire a domare completamente. In realtà descriverli non è troppo complicato: con il mouse si muove la mano, con i vari tasti la si ruota, mentre con la tastiera è possibile chiudere le dita (ogni tasto è collegato a un dito). Il resto lo fa la fisica un po’ sopra le righe e la voglia del giocatore di infilarsi in un’assurdità simile. A noi è richiesto di spostare la mano fluttuante sul tavolo operatorio e afferrare i vari strumenti chiudendo le dita al momento giusto, per poi eseguire le diverse operazioni prescritte, cercando di causare meno danni possibili al paziente. Facile a dirsi…

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